Il CREF nasce con la duplice anima di Centro di Ricerca e di Museo Storico, con l’intento di conservare e diffondere la memoria di Enrico Fermi, oltre che favorire un’ampia diffusione e comunicazione della cultura scientifica.
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Il CREF promuove linee di ricerca originali e di grande impatto, improntate ai metodi della fisica, ma con un forte carattere interdisciplinare e in relazione con i principali problemi della moderna società della conoscenza.
La partecipazione del CREF al Congresso SIF 2026 testimonia il solido legame storico e istituzionale con la Società Italiana di Fisica e l’impegno dell’ente su molteplici fronti della ricerca contemporanea, con un’ampia presenza di giovani ricercatori e ricercatrici e ruoli di coordinamento, come la co-presidenza della Sezione “Fisica Applicata, Acceleratori e Beni Culturali” affidata a Giulia Festa.
Didattica e storia della fisica si confermano come elementi essenziali dell’attività del CREF grazie alla presenza del Museo e del suo gruppo di ricerca (Luca Malagoli, Bianca Buccilli, Stefano Cecchini, Domenica Verduci) Tra i contributi presentati i risultati della misurazione dell’apprendimento dei laboratori per la scuola primaria dedicati ad energia, luce e materia e metodologie ludiche come le Radio-Activités del Musée Curie. La memoria del Gruppo di Via Panisperna è stata riletta sia sul piano storiografico, attraverso la ricostruzione della camera a nebbia di Franco Rasetti, sia con linguaggi narrativi come la graphic novel TELEMARK, pensata per raccontare la storia della fisica nucleare ai più giovani.
Sul fronte della citizen science, in collaborazione con il progetto EEE Extreme Energy Events, Cristina Ripoli ha presentato i risultati di PolarquEEEst 2025, (che ha coinvolto studenti nella misurazione dei raggi cosmici su un tragitto stradale dall’Italia alla Norvegia.
Per il laboratorio di Fisica per i Beni Culturali, (Giulia. Festa, Claudia. Scatigno, Silvia. Giampaolo, Ivan. Oliverio) la combinazione di di machine learning e spettroscopia infrarossa ha permesso di caratterizzare i residui organici su ceramiche romane a Peltuinum, mentre modelli basati su reti neurali e spettrometria XRF hanno permesso di ricostruire la composizione stratigrafica dei dipinti ad olio.
Per il gruppo di Neuroscienze e Neuroimaging, Maria Guidi ha presentato un talk dal titolo “Multicontrast cerebrovascular reactivity and noise mapping in Alzheimer’s disease”., mentre per il laboratorio di fotonica Hamed Tari ha parlato di “Complex-valued photonic coherent extreme learning machine via free-space optical interferometry”.
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