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L’eredità di Enrico Fermi. Le sfide del futuro

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Il CREF promuove linee di ricerca originali e di grande impatto, improntate ai metodi della fisica, ma con un forte carattere interdisciplinare e in relazione con i principali problemi della moderna società della conoscenza.

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CREF nasce con la duplice anima di Centro di Ricerca e di Museo Storico, con l’intento di conservare e diffondere la memoria di Enrico Fermi, oltre che favorire un’ampia diffusione e comunicazione della cultura scientifica.

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La nostra storia

Gli inizi: una scuola di fisica moderna

Il museo Storico della Fisica e Centro Ricerche Enrico Fermi (CREF) ha sede nella palazzina che ha ospitato lo storico Regio Istituto Fisico di Via Panisperna a Roma

Inaugurato nel 1881, sotto la direzione del fisico goriziano Pietro Blaserna, l’Istituto divenne  un vero e proprio ‘ambiente creativo’ in cui venne rivoluzionato il rapporto con gli studenti, che finalmente poterono iniziare ad utilizzare strumenti e laboratori per portare avanti ricerche autonome e originali.

L’idea, abbracciata anche dal suo successore, Orso Mario Corbino,  era quella di creare a Roma una scuola di fisica moderna e all’avanguardia, al passo  con i maggiori centri di ricerca dell’epoca: da Cambridge a Gottinga, da Copenaghen a Parigi, Berlino, Leida e oltre.

Gli anni ’30: i ragazzi di via Panisperna

In questa sede Enrico Fermi, salito sulla cattedra di Fisica teorica nel 1926, organizzò e preparò le condizioni che portarono alla nascita di quel gruppo di giovani studiosi che negli anni ’30 diventarono famosi come i “ragazzi di via Panisperna” (Franco Rasetti, Emilio Segrè, Edoardo Amaldi, Bruno Pontecorvo, Oscar D’Agostino ed Ettore Majorana).

Sotto la sua guida scientifica, all’interno di una stagione eccezionale per la scienza italiana, iniziarono i primi esperimenti sul fenomeno della radioattività indotta da neutroni, ricerche fondamentali per la comprensione della struttura del nucleo atomico, il cui successo fu coronato con l’assegnazione del Premio Nobel per la Fisica nel 1938.

Nel contempo l’Istituto fu trasferito nella nuova città universitaria della “Sapienza” e così la palazzina di Via Panisperna fu adibita ad altra funzione: da centro internazionale della scienza ad archivio della Polizia di Stato, poi inglobata nel compendio del Viminale.

Il recupero: un Comitato per Panisperna

È stato grazie a un comitato di interesse che la Palazzina ha ripreso la sua funzione. Ecco come il sen. Athos De Luca ricorda questo momento:

Nel 1995 il Prof. Bruno Maraviglia, all’epoca direttore del dipartimento di fisica dell’università “Sapienza”, scrisse la prima lettera al Ministro dell’Interno in cui avanzò l’ipotesi di destinare la palazzina di Via Panisperna a museo di fisica. A seguito di ciò, nel settembre del 1998 il Dott. Luigi Squitieri, in servizio al Viminale, mi venne a trovare al Senato (all’epoca ero senatore) e mi parlò con grande passione di un appello rivolto al Ministro degli Interni, incarico ricoperto al tempo da Giorgio Napolitano, per restituire alla scienza il complesso monumentale di via Panisperna. Nacque così il Comitato Panisperna, con l’intento di perseguire il sogno di far rinascere a Panisperna quella fucina di creatività e ricerca che era stata al tempo di Enrico Fermi.

Grazie a questi sforzi congiunti e alla grande passione che li ha sostenuti, nel 1999 venne varata la legge n. 62 del 15 marzo, con la quale si istituiva il Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi.

La particolare collocazione della sede all’interno del complesso del Viminale e la lunga ristrutturazione hanno reso lungo e complesso il processo di riconversione ad istituzione scientifica. Durante un primo periodo sono state definite le strategie del CREF e la sua struttura organizzativa, ma le attività vere e proprie sono partite nel novembre del 2019, con la consegna ufficiale della nuova sede.

La storia della palazzina

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