Il CREF nasce con la duplice anima di Centro di Ricerca e di Museo Storico, con l’intento di conservare e diffondere la memoria di Enrico Fermi, oltre che favorire un’ampia diffusione e comunicazione della cultura scientifica.
Pubblicazioni, novità, rassegna stampa
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Il CREF promuove linee di ricerca originali e di grande impatto, improntate ai metodi della fisica, ma con un forte carattere interdisciplinare e in relazione con i principali problemi della moderna società della conoscenza.

SLOW SUMER. Repair, Reuse, Recycling and Southern Mesopotamian Society in the Changing World of 2500-2000 BC
Responsabile di unità del CREF
Partenariato PRIN
Team di ricerca e personale reclutato nell’ambito del Progetto
Il team del CREF ha condotto analisi di laboratorio avanzate, fondamentali per ricostruire la composizione e i cicli di utilizzo, riutilizzo e riciclo del bitume, fornendo una solida base scientifica per l’interpretazione interdisciplinare dei risultati del progetto.
Componenti dell’unità
Personale assunto
Altro personale di ricerca
Risultati raggiunti
Il progetto SLOW SUMER ha raggiunto con successo i principali obiettivi scientifici, fornendo la prima ricostruzione interdisciplinare delle pratiche di riparazione, riuso e riciclo nella Mesopotamia meridionale tra il 2500 e il 2000 a.C. Integrando archeologia, filologia, scienza dei materiali, sociologia e approcci digitali, il progetto ha dimostrato che la gestione circolare delle risorse era profondamente radicata nella società sumera. Le indagini archeologiche condotte ad Abu Tbeirah, integrate da analisi di laboratorio, hanno consentito di ricostruire il ciclo di vita del bitume, degli strumenti litici e macrolitici, della ceramica e dei materiali da costruzione, mentre la ricerca filologica ha documentato sistemi istituzionalizzati di manutenzione e riutilizzo dei materiali attestati negli archivi amministrativi. Il progetto ha inoltre identificato le competenze tecnologiche, l’organizzazione sociale e le motivazioni culturali alla base delle pratiche di riparazione e riciclo, dimostrando come esse coinvolgessero famiglie, artigiani specializzati e istituzioni statali. L’impiego di innovativi modelli sociologici, supportate dall’intelligenza artificiale e metodologie di Design Thinking, ha offerto nuove prospettive sull’esperienza quotidiana delle economie circolari nell’antichità. Il progetto ha infine definito un nuovo quadro interpretativo che collega le pratiche antiche ai moderni concetti di economia circolare e sostenibilità. I risultati sono stati diffusi attraverso conferenze internazionali, un workshop interdisciplinare, pubblicazioni scientifiche e pubblicazioni in Open Access, ponendo solide basi per ulteriori ricerche sulle tecnologie antiche, la sostenibilità e la storia sociale.
Pubblicazioni scientifiche
Il progetto ha prodotto un ricco e diversificato insieme di risultati scientifici, che comprendono articoli pubblicati su riviste peer-reviewed, studi interdisciplinari e contributi di carattere analitico. Diverse pubblicazioni sono già disponibili, altre sono in corso di stampa o di preparazione, mentre i contributi presentati nel workshop finale costituiranno il nucleo del volume conclusivo in Open Access, attualmente in fase di realizzazione. Di seguito è riportata una panoramica strutturata delle pubblicazioni associate al progetto SLOW SUMER, presentata secondo uno stile bibliografico uniforme.
(1) Pubblicazioni in preparazione
(2) Pubblicazioni accettate / in corso di stampa
(3) Pubblicazioni edite
Eventi organizzati o partecipazione a convegni
Nel corso del suo svolgimento, il progetto SLOW SUMER ha realizzato un’ampia gamma di attività di disseminazione e comunicazione, pienamente coerenti con gli obiettivi definiti nella proposta progettuale originaria. Tali attività hanno incluso pubblicazioni scientifiche, partecipazione a conferenze internazionali, organizzazione di workshop e iniziative di divulgazione rivolte sia alla comunità scientifica sia al pubblico.
Partecipazione a conferenze internazionali
Il gruppo di ricerca ha presentato i risultati preliminari e finali del progetto in importanti contesti scientifici internazionali, superando quanto previsto nella proposta iniziale. In particolare, il progetto è stato presentato in occasione di:
La partecipazione a questi eventi ha garantito un’elevata visibilità internazionale al progetto, favorendone l’inserimento nel più ampio dibattito scientifico sulla cultura materiale e sulle pratiche di economia circolare nella Mesopotamia antica.
Workshop intermedio e workshop internazionale finale. Come previsto dal cronoprogramma del progetto, è stato organizzato a Roma un workshop intermedio in presenza, con la partecipazione delle due unità operative e dei responsabili scientifici. L’incontro ha rappresentato un momento fondamentale di confronto interdisciplinare, consentendo ad archeologi, filologi, scienziati e sociologi di discutere i risultati preliminari, confrontare gli approcci metodologici e affinare l’integrazione tra dati materiali, fonti testuali e analisi di laboratorio. Il workshop ha inoltre rafforzato il coordinamento tra Sapienza Università di Roma e il CREF, assicurando la piena coerenza metodologica delle procedure analitiche e l’armonizzazione dei dati raccolti, costituendo così la base scientifica per il workshop internazionale conclusivo. In conformità con i deliverable previsti dal progetto PRIN (WP9 – Disseminazione), nel settembre 2025 è stato organizzato il workshop internazionale finale “Repair, Reuse, Recycling and Mesopotamian Society”, in collaborazione con ARWA e CREF. L’evento si è svolto interamente online, nel rispetto delle linee guida DNSH e con l’obiettivo di massimizzare l’accessibilità a un panel internazionale di relatori. Il programma ha riunito circa venti studiosi provenienti da almeno sette Paesi, con contributi dedicati a differenti categorie di materiali, periodi cronologici e aree del Vicino Oriente antico. Il workshop è stato registrato e reso liberamente disponibile su YouTube, garantendo una diffusione permanente dei contenuti in conformità con i principi dell’Open Access. Il formato online ha consentito di ampliare significativamente il pubblico rispetto a un evento in presenza, rafforzando l’impatto scientifico e divulgativo del progetto. La partecipazione media è stata di circa 80 persone al giorno.
Poster, materiali divulgativi, output
Disseminazione attraverso il web e i social media.
La disseminazione è stata realizzata attraverso:
Questa strategia ha garantito continuità nella comunicazione, evitando gli oneri amministrativi e i costi di gestione legati alla realizzazione e al mantenimento di un sito web autonomo. I contenuti originariamente destinati al sito dedicato sono stati diffusi efficacemente attraverso tali canali istituzionali.
Divulgazione e coinvolgimento del pubblico.
Nel complesso, il progetto ha:
Nel loro insieme, le attività di disseminazione sono pienamente coerenti con gli obiettivi del programma PRIN e con i principi di trasparenza, accessibilità e valorizzazione pubblica della ricerca promossi dal MUR e dal programma NextGenerationEU.
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