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Roma, 30 giugno 2026 — Uno studio pubblicato sulla rivista Nature da Francesco Sylos Labini (CREF) e Marco Galoppo (University of Canetrbury, New Zealand) riporta l’identificazione di strutture anisotrope nella distribuzione delle galassie su scale cosmologiche, fino a circa un gigaparsec (miliardi di anni luce).
Il risultato, ottenuto analizzando i dati del progetto internazionale DESI (Dark Energy Spectroscopic Instrument), apre nuove
prospettive nello studio della struttura su larga scala dell’Universo. L’analisi si basa su un nuovo metodo statistico, denominato Angular Distribution of Pairwise Distances (ADPD), che consente di caratterizzare la distribuzione delle galassie tenendo conto della loro orientazione reciproca. A differenza degli approcci tradizionali, basati su statistiche mediate sulle direzioni, questo metodo permette di individuare eventuali strutture direzionali persistenti.
Applicando tale tecnica ai dati osservativi, gli autori hanno rilevato la presenza di correlazioni anisotrope che si estendono su distanze molto ampie, superiori a quelle previste dai modelli cosmologici standard. Il confronto con simulazioni numeriche basate sul modello ΛCDM mostra infatti che il segnale osservato è significativamente più intenso di quanto atteso.
L’analisi statistica indica una discrepanza con le previsioni teoriche superiore a 3σ, che in alcune configurazioni supera i 5σ. Verifiche aggiuntive, condotte utilizzando cataloghi casuali e simulazioni, suggeriscono che il risultato non sia attribuibile a effetti sistematici, alla geometria del campione o a distorsioni osservazionali.
«Questi risultati indicano che la distribuzione delle galassie potrebbe presentare un grado di
anisotropia su larga scala maggiore di quanto previsto dal quadro teorico standard», afferma
Francesco Sylos Labini. «Ulteriori dati e analisi saranno fondamentali per comprendere appieno la
portata di questo risultato».
Se confermate, queste evidenze potrebbero avere implicazioni per l’interpretazione della struttura su larga scala dell’Universo e per i modelli cosmologici attualmente in uso. Le future estensioni del progetto DESI e le prossime missioni osservazionali, tra cui Euclid, consentiranno di verificare questi risultati su volumi ancora più ampi.
L’articolo è stato subito discusso in un editorial su Science:
Riferimento:
Sylos Labini, F. & Galoppo, M.
Detection of anisotropic cosmic structures on a gigaparsec scale, Nature (2026)
https://doi.org/10.1038/s41586-026-10702-5
Immagine di copertina
One slice of a vast 3D map of galaxies produced by the Dark Energy Spectroscopic Instrument.
Francesco Sylos Labini/Enrico Fermi Research Center
24/06/2026 “The universe is unexpectedly stringy, which could unravel the theory of the cosmos.Controversial claim challenges principle of cosmological sameness on which prevailing theory rests”, by Adam Cho in Science:
25/06/2026 “Did two physicists just upend decades of cosmology research? A new study claims that the universe isn’t entirely the same no matter where you look—a radical proposal”, by Joseph Howlett in Scientific American
25/06/2026 “The universe should look the same in all directions at large scales, but DESI data suggest otherwise”, by Kristal Kasal, in physics.org
24/06/2026 “Vast ‘Structures’ In Space Reveal the Universe Isn’t What We Thought”, by Becky Ferreira in 404.
24/06/2026 “Across the Universe, galaxies clump together more than physicists thought they should” in Nature Podcast, 13:57
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