Il CREF nasce con la duplice anima di Centro di Ricerca e di Museo Storico, con l’intento di conservare e diffondere la memoria di Enrico Fermi, oltre che favorire un’ampia diffusione e comunicazione della cultura scientifica.
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Il CREF promuove linee di ricerca originali e di grande impatto, improntate ai metodi della fisica, ma con un forte carattere interdisciplinare e in relazione con i principali problemi della moderna società della conoscenza.
Roma, 28 gennaio 2026 – Si è svolta presso la sede del CREF una giornata di studi dedicata alle prospettive professionali dei laureati in fisica. Il workshop, intitolato “Prospettive per i laureati in fisica nelle professioni e nelle imprese”, è stato organizzato dalla Società Italiana di Fisica (SIF), con il prezioso supporto della prof.ssa Francesca Monti (Presidente CDP della SIF) in collaborazione con il nostro ente, confermando la volontà condivisa di creare un ponte solido tra la formazione e il mondo del lavoro.
L’obiettivo primario dell’incontro è stato offrire una piattaforma di confronto diretto e costruttivo tra il mondo accademico e quello delle professioni, coinvolgendo attivamente i rappresentanti delle federazioni e delle associazioni di categoria, con una partecipazione significativa da parte del mondo della sanità.
Al centro del dibattito, la necessità di analizzare e interpretare le nuove normative che regolano la professione del fisico, puntando ad armonizzare le esigenze della ricerca con quelle del mercato e a valorizzare l’interazione e la collaborazione tra i due mondi.
.Nel corso della mattinata, i lavori hanno preso le mosse dai risultati emersi durante due specifici simposi svoltisi al Congresso SIF 2025 di Palermo, incentrati sul rapporto tra fisica, industria e professioni contemporanee. La discussione ha permesso di accendere i riflettori su progetti virtuosi di raccordo tra università e imprenditoria, citando esempi concreti come l’iniziativa Industrial Problem Solving with Physics di Trento e il caso di successo della start-up FINAPP di Padova. Ampio spazio è stato dedicato anche all’analisi delle opportunità professionali nei settori della meteorologia, della fisica forense e dell’ambito sanitario, con un focus sulle lauree abilitanti in optometria e fisica medica. In questo contesto, sono stati illustrati percorsi accademici innovativi e fortemente orientati al placement, tra cui spiccano il Corso di Laurea in Physical Sciences for Innovative Technologies dell’Università di Milano-Bicocca, presentato da Fabio Pezzoli, e il percorso in Nanotechnology and Physics for Sustainability dell’Università di Salerno, illustrato da Maria Sarno.
Il momento centrale del pomeriggio è stato dedicato a una tavola rotonda, preceduta da un intervento di Paolo Gambino dell’Università di Torino, che ha illustrato la posizione della comunità accademica in merito alle lauree abilitanti. La sessione, presieduta e moderata da Angela Bracco, ha visto una nutrita partecipazione dei vertici delle principali associazioni di categoria, che hanno animato un dibattito ricco di spunti. Al confronto hanno preso parte Nausicaa Orlandi, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici (FNCF), insieme ad Antonio D’Onofrio (già presidente dell’ex-ANFeA), Daniela Bonafede (presidente dell’ALOEo) e Fabrizio Banci Buonamici (presidente dell’AIFM). Il quadro istituzionale è stato completato dagli interventi di Alessandro Cuccoli, rappresentante per l’area Fisica del Consiglio Universitario Nazionale (CUN), e di Barbara Valtancoli, presidente di con.Scienze.
“La discussione di oggi ha messo in luce quanto siano fondamentali incontri di questa natura per favorire una comprensione profonda delle reciproche esigenze e per allineare le istanze delle diverse parti in gioco” ha detto la Professoressa Angela Bracco a conclusione dei lavori, sottolineando che il compito prioritario della Società Italiana di Fisica rimane la tutela della figura del fisico in ogni sua declinazione professionale.
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