Il CREF nasce con la duplice anima di Centro di Ricerca e di Museo Storico, con l’intento di conservare e diffondere la memoria di Enrico Fermi, oltre che favorire un’ampia diffusione e comunicazione della cultura scientifica.
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Il CREF promuove linee di ricerca originali e di grande impatto, improntate ai metodi della fisica, ma con un forte carattere interdisciplinare e in relazione con i principali problemi della moderna società della conoscenza.
Il 30 giugno e il 1° luglio 2026, il Centro Ricerche Enrico Fermi (CREF) ha ospitato il meeting della Collaborazione EEE (Progetto Extreme Energy Events). Frutto della sinergia tra il CREF e l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), l’esperimento è dedicato allo studio dei raggi cosmici e alle attività di outreach nelle scuole superiori (oltre 70 gli istituti coinvolti nel Progetto).
Ad aprire l’evento è stato il benvenuto della Presidente del CREF, Prof.ssa Angela Bracco, che ha accolto i partecipanti in presenza e da remoto, sottolineando l’importanza del lavoro di squadra che ha reso il Progetto EEE un vero fiore all’occhiello per l’Ente.
I lavori sono entrati nel vivo con la panoramica introduttiva di Marco Garbini (CREF), spokesperson del Progetto, seguita dagli interventi di Cristina Ripoli (Università e INFN Salerno), focalizzato sull’aggiornamento delle attività di outreach, e di Francesco Buccheri, che ha presentato il nuovo sito web dell’esperimento. La prima giornata si è poi conclusa con i report sulla manutenzione dei rivelatori POLA-R a Ny-Ålesund e l’update sulla spedizione in Norvegia, a cura di Ombretta Pinazza (INFN Bologna) e Paola La Rocca (Università e INFN Catania).
La seconda giornata è stata aperta da Francesco Noferini (INFN Bologna), deputy spokesperson, con una panoramica sullo stato dell’analisi dati. La mattinata è proseguita con un’agenda serrata di interventi, tra cui la relazione del Prof. Francesco Riggi (Università e INFN Catania) su pubblicazioni e partecipazione a conferenze, e il talk “Prospettive di Machine Learning per il progetto EEE” a cura di Simine Manti. L’evento ha inoltre ospitato l’intervento della Prof.ssa Carla Andreani (Università di Roma Tor Vergata) dal titolo “NM-2023: A Next-Generation Ground-Level Neutron Monitor for Space Weather Monitoring”, che ha aperto interessanti scenari per una nuova collaborazione. Ha chiuso la sessione l’intervento di Carmelo Pellegrino (CNAF Bologna) dedicato alla parte di computing.
I numerosi spunti emersi durante i diversi interventi hanno permesso di definire con successo il programma delle attività del Progetto EEE per i mesi e gli anni a venire.
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