Un aneddoto per spiegare Enrico Fermi – “Sono l’autista di Sua Eccellenza Enrico Fermi e devo andarlo a prendere. Posso passare?”

Un aneddoto per raccontare la personalità di Enrico Fermi, scritto da Storie Scientifiche per il Centro Ricerche Enrico Fermi.

Benito Mussolini nel 1929 fondò un’istituzione culturale, l’Accademia d’Italia, con il compito di oscurare l’Accademia dei Lincei, perché pensava che molti dei suoi membri fossero in opposizione con il regime fascista. Ai membri di questa nuova istituzione, selezionati direttamente da Mussolini, venivano dati un cospicuo assegno, una splendida uniforme e il titolo di Eccellenza.

Enrico Fermi fu il solo fisico scelto nella prima tornata di assegnazioni, nonostante la sua giovane età e gli inesistenti meriti fascisti. Fermi, infatti, era un oppositore implicito del regime, si occupava poco o nulla di politica perché destinava tutte le sue energie alla ricerca scientifica.

Dopo la sua nomina all’Accademia d’Italia, entrò a far parte dell’élite del Fascismo ma cercava di limitare il più possibile la sua presenza ad eventi pubblici. Quando nel 1930 il principe ereditario, Umberto II di Savoia, convolò a nozze, furono invitate le più alte cariche dello Stato. A Roma furono bloccate e presediate numerose strade, tra cui via Nazionale che bisognava attraversare per recarsi all’Istituto di fisica.

Fermi viaggiava in una piccola Peugeot gialla e indossava un anonimo abito grigio, invece che la sua sfarzosa divisa d’accademico, e si ritrovò bloccato dalle forze dell’ordine. Ricordandosi di aver in tasca il suo invito alle nozze, lo mostrò ad un ufficiale dicendo:

“Sono l’autista di Sua Eccellenza Enrico Fermi e devo andarlo a prendere. Posso passare?”

(Emilio Segrè- Enrico Fermi, fisico. Una biografia scientifica)