Un ambiente creativo

Nel 1881, nella palazzina di via Panisperna a Roma, l’Istituto di Fisica inaugurò la sua nuova sede. Qui, sotto la guida del fisico Pietro Blaserna, primo Direttore dell’Istituto, il quale aveva progettato nei minimi particolari l’intera struttura, prese il via la prima “scuola pratica” di fisica della Nazione, all’interno del più vasto progetto di potenziamento e rinnovamento dell’Università di Roma, avviato subito dopo l’Unità. Un Istituto che, al pari di altre prestigiose realtà internazionali, rappresentò a pieno titolo un ambiente creativo perché riuscì, da un lato, a coniugare capacità individuali e milieu scientifico, politico e sociale, dall’altro, a portare avanti scoperte e innovazioni che permisero il più ampio progresso culturale.

L’Istituto di Fisica di Via Panisperna

Al pari di altre prestigiose realtà internazionali, quali, per esempio, il Cavendish Laboratory di Cambridge, l’Institut Pasteur di Parigi, la scuola di Copenaghen, e per quanto riguarda l’Italia, l’entourage di Giuseppe Levi a Torino, l’Istituto Fisico di Roma rappresentò a pieno titolo un ambiente creativo perché riuscì, da un lato, a coniugare capacità individuali e milieu scientifico, politico e sociale nel quale i singoli scienziati si trovarono a operare; dall’altro, a portare avanti scoperte e innovazioni che permisero un progresso culturale e scientifico in senso più ampio.

Istituto di Fisica, via Panisperna, Roma

Creatività va intesa, in questo contesto, come potenzialità della mente umana di produrre un avanzamento delle conoscenze e parallelamente lo sviluppo di applicazioni utili: creatività spesso coronata dall’assegnazione di Premi Nobel, 3 per Torino per la medicina, a Salvador Luria, Renato Dulbecco, Rita Levi-Montalcini; 2 per Roma per la Fisica, a Enrico Fermi ed Emilio Segrè.

Emilio Segré

Fu all’interno del più ampio progetto di potenziamento e rinnovamento dell’Università di Roma, voluto nei primi anni di regno unitario da Quintino Sella, politico e scienziato, che si inserisce la storia dell’Istituto di Fisica di Roma, progettato dal fisico Pietro Blaserna nei minimi dettagli fin dal 1872, quando giunse a Roma sulla cattedra di Fisica Sperimentale, e inaugurato nel 1881 con un’accurata scelta degli spazi e delle strutture da destinarsi alla didattica e ai laboratori per le esercitazioni della “Scuola Pratica”.

Istituto di Fisica, via Panisperna, Roma

Inizialmente l’edificio constava di 4 piani di cui uno seminterrato e consultando i progetti originali, si è potuto risalire alle destinazioni dei vari ambienti.

– Nel piano cantina (piano seminterrato), oltre alla camera delle pile, era installato l’impianto per la produzione di corrente continua, per caduta d’acqua dagli 11 cassoni posti in soffitta e sostituito, negli anni, da batterie di accumulatori.

– Al piano terra vi era un’aula grande (“Anfiteatro”) per le lezioni destinate agli studenti di Fisica, Matematica e di Ingegneria, per seminari e conferenze e per la dimostrazione di esperimenti; un’aula piccola (“Piccola Scuola”), per i corsi di Matematica per i chimici e i corsi di Fisica del 2° biennio; i laboratori per la “Scuola Pratica” del 1° biennio, la camera del manometro, l’officina meccanica e l’alloggio del custode.

– Al primo piano erano sistemati la Direzione, la Biblioteca, il Gabinetto per gli strumenti di precisione, la Camera Elettrica, la Camera Chimica e altri piccoli laboratori di ricerca e, più tardi, l’Ufficio Centrale del Corista Uniforme.
– Al secondo piano c’era l’alloggio del direttore e l’alloggio per un assistente.

Degno di nota, soprattutto per la sua valenza storica, il giardino dell’Istituto nel quale ancora oggi è situata la celebre “fontana dei pesci rossi” la cui acqua fu usata da Fermi negli anni ’30 del Novecento, come moderatore di neutroni a conferma della sua geniale intuizione.

Enrico Fermi

La “Scuola Pratica” di Fisica

Sin dall’inizio della sua carriera di professore, Blaserna lamentava la predominanza, in Italia, dell’insegnamento cattedratico a scapito dell’attività di laboratorio. Sin dagli anni passati all’Università di Palermo, aveva impresso un indirizzo sperimentale alla disciplina fisica: un indirizzo che realizzò pienamente a Roma, dove venne fondata la prima “Scuola Pratica” di fisica del Paese, che modificò in maniera rivoluzionaria il rapporto docente-studente: non più lezioni ex cathedra, dove a poter usare gli strumenti erano solo il professore e il tecnico, ma una sinergia con gli allievi, i quali finalmente potevano eseguire in prima persona gli esperimenti, secondo quel modello tedesco che rappresentava l’ideale da seguire ed emulare. Ora gli studenti avevano libero accesso al laboratorio, senza dover rispettare orari o programmi prefissati e ciò, sosteneva Blaserna, avrebbe portato maggior libertà non solo d’apprendimento, ma pure d’insegnamento.

La vita dell’Istituto, un ambiente creativo tanto sul piano scientifico quanto su quello istituzionale, nei primi decenni di attività fu caratterizzata da alcuni settori di ricerca come l’acustica, la meteorologia, il magnetismo terrestre, la geodinamica e la sismologia, tutti coltivati dallo stesso Blaserna, il quale moltiplicò le iniziative.

A lui si devono la creazione del Circolo Fisico, per diffondere la cultura fisica e le scoperte più significative del tempo, e la realizzazione dell’Ufficio Internazionale del Corista Uniforme, che permise sia di potenziare ulteriormente la dotazione dei laboratori, sia di ampliare il raggio d’azione dell’Istituto medesimo.

Nel 1899 Blaserna ottenne l’istituzione di una cattedra di Fisica Complementare, che fu assegnata al suo allievo Alfonso Sella, mentre nel 1900 fu artefice della chiamata a Roma di Vito Volterra, sulla cattedra di Fisica Matematica. L’arrivo di Volterra diede così inizio a un ulteriore fecondo sodalizio scientifico che portò, tra l’altro, alla fondazione della Società Italiana per il Progresso delle Scienze (SIPS) nel 1907.

Via via che gli indirizzi di ricerca mutavano, il laboratorio dell’Istituto si arricchì di apparecchiature innovative dedicate allo studio dei raggi X, della radiazione UV e della radioattività, fino alla svolta di inizio secolo quando a Roma ci si orientò decisamente verso la “nuova fisica”, grazie alla presenza di Alfonso Sella e, alla morte di quest’ultimo, con l’arrivo di Orso Mario Corbino.

Negli anni di relativa stabilità e di crescita del Regio Istituto Fisico sotto la direzione di Corbino, andarono gradualmente maturando le condizioni che porteranno tra il 1926 e il 1938 a un capitolo del tutto inedito ed esaltante della scienza e della fisica. Attore principale di questa svolta fu, come è noto, Enrico Fermi.

Anfiteatro, onoranze a Pietro Blaserna nell’Anfiteatro in occasione del XXV anniversario dell’Istituto Fisico di Roma, 1906

Il Circolo Fisico

Istituito nel 1891 da Pietro Blaserna, il Circolo Fisico aveva come obiettivo la promozione e diffusione della scienza per mezzo di conferenze, discussioni e relazioni. Tra i soci erano ammessi per regolamento i soci laureati in Fisica residenti in Roma e gli studenti iscritti al secondo biennio del corso di Fisica.

In questa impresa divulgativa, Blaserna fu coadiuvato da alcune ricercatrici donne, frequentatrici assidue dell’istituto, tra le quali due sue allieve: Evangelina Bottero Pagano e Carolina Magistrelli Sprega.

Ampi furono gli argomenti trattati nelle numerose adunanze, inaugurate il 5 gennaio 1891. Particolare risonanza ebbero otto conferenze sul Radio, sulla scia dei successi dei coniugi Curie a Parigi, che già a partire dalla metà del 1898, avevano iniziato a dare notizie delle loro ricerche annunciando, il 26 dicembre, la scoperta di un nuovo elemento altamente radioattivo, appunto il “Radium”.

Nel 1898 Blaserna introdusse la formula dell’evento a pagamento allo scopo di destinare il ricavato all’Istituto Fisico medesimo: con le sole conferenze sul radio vennero raccolte 3394 lire (che corrisponderebbero oggi a circa 14 000 euro)

Le conferenze del Circolo attiravano non solo esperti e specialisti, ma pure un più vasto pubblico tra il quale figurava la regina Margherita la quale amava essere tenuta al corrente dei più recenti progressi scientifici proprio da Blaserna.

La Società Italiana di Fisica

Fondata nel 1897, la Società Italiana di Fisica (SIF) ebbe come primo Presidente Pietro Blaserna, socio fondatore insieme a Riccardo Felici, Antonio Ròiti, Augusto Righi, Angelo Battelli, Galileo Ferraris, Antonio Garbasso, Antonio Pacinotti e Vito Volterra.

Organo della società divenne “Il Nuovo Cimento”, mensile fondato due anni prima con sede a Pisa il quale pubblicava non solo contributi inediti, ma anche recensioni di articoli scientifici selezionati apparsi nelle pubblicazioni internazionali più prestigiose.

La prima adunanza generale venne tenuta proprio a Roma, presso l’Istituto Fisico di via Panisperna dal 26 al 28 settembre 1897, alla presenza di 53 soci. Scopo della Società, come recita l’articolo 2 dello Statuto di allora, è quello di “promuovere lo studio e il progresso della fisica”.

Tra i fisici illustri che ne tennero successivamente la presidenza figurano: Antonio Ròiti, Augusto Righi, Angelo Battelli, Vito Volterra, Michele Cantone, Antonio Garbasso, Orso Mario Corbino, Quirino Majorana e Giovanni Polvani.

Con Regio Decreto 5 settembre 1935, la Società Italiana di Fisica fu eretta ente morale, con sede a Bologna.

Sotto la presidenza di Polvani, con la fine della guerra, si ebbe un decisivo rilancio della Società, anche grazie all’avvio di nuove e prestigiose iniziative tra le quali, nel 1953, la nascita della Scuola Internazionale di Fisica di Varenna intitolata poi a Enrico Fermi. La Scuola, celebre in tutto il mondo, ospita ogni anno corsi post universitari su tutti i campi della fisica e sue applicazioni. Nei suoi oltre 60 anni di vita, la Scuola ha ospitato oltre 60 Premi Nobel (come studenti o docenti).

Si sono poi susseguiti alla presidenza della Società Gilberto Bernardini, Giuliano Toraldo di Francia, Carlo Castagnoli, Renato Angelo Ricci e Giuseppe Franco Bassani, Luisa Cifarelli. Attuale Presidente della SIF è Angela Bracco.

Oltre a “Il Nuovo Cimento”, intorno al quale fu fondata la Società, le altre riviste sceintifiche della SIF oggi sono: “Giornale di Fisica”, “Quaderni di Storia della Fisica”, “La Rivista del Nuovo Cimento”. La SIF pubblica inoltre riviste in collaborazione con altre Società europee: EPL (“Europhysics Letters”) e EPJ (The European Physical Journal”). Su “Il Nuovo Cimento” furono pubblicati molti dei fondamentali articoli di Enrico Fermi e del suo gruppo.

Dal 1984 “Il Nuovo Saggiatore”, il principale bollettino scientifico italiano, svolge le funzioni di rivista scientifica divulgativa oltre che di bollettino di informazione della Società. Dal 1999 è liberamente consultabile nella sua versione on-line. Dal 2014, il bollettino della Società è anche corredato da un notiziario elettronico: “SIF Prima Pagina”.

Nel 2001, in occasione del centenario della nascita di Fermi, la SIF ha istituito il prestigioso Premio Enrico Fermi per celebrarne la memoria e legare l’illustre nome di uno dei maggiori fisici del XX secolo alla Società. Il premio è attribuito ogni anno a uno o più soci che abbiano particolarmente onorato la fisica con le loro scoperte.

L’Ufficio Internazionale del Corista Uniforme

Fu l’interesse di Blaserna per l’acustica musicale a caratterizzare alcune ricerche dell’Istituto medesimo: abile suonatore di violino e acuto conoscitore di teoria musicale, nel 1885, insieme ad Arrigo Boito, rappresentò l’Italia a Vienna, alla Conferenza Internazionale per l’adozione del Corista (o diapason) Uniforme, scopo della quale era stabilire la frequenza musicale di riferimento per cantanti e musicisti, orchestre, bande militari e civili di qualsiasi parte del mondo.

In quell’occasione si decise di assumere il tono normale francese la cui altezza venne fissata a 435 Hz (La3); da parte sua, Blaserna riuscì a stabilire presso l’Istituto di via Panisperna l’Ufficio Centrale del Corista Internazionale, in funzione dal 1887: un centro metrologico per la conservazione del diapason campione e la disseminazione della frequenza di riferimento. Per questo centro Blaserna acquisì fondi straordinari pari a 15 000 lire (circa 65 000 euro di oggi) per nuovi strumenti e personale, un assistente e un meccanico.

Anche la fisica Nella Mortara, assistente di Corbino, amica e collega di Fermi, all’inizio della carriera fu responsabile dell’Ufficio Centrale del Corista Internazionale. Nel 1955 Edoardo Amaldi, all’epoca Direttore dell’Istituto Fisico romano, ne decise la chiusura: ormai la nuova frequenza campione, fissata a 440 Hz, veniva trasmessa via radio.

La Società Italiana per il Progresso delle Scienze

Nel 1906 il fisico Vito Volterra, al Congresso dei Naturalisti Italiani di Milano, proponeva la costituzione della Società Italiana per il Progresso delle Scienze (SIPS), un’associazione nuova che doveva ricalcare, come modello e come funzione, analoghe associazioni europee, in particolare quelle francese e inglese che videro la luce nella seconda metà dell’Ottocento.

L’anno successivo prese dunque il via l’impresa forse più nota della multiforme attività organizzativa di Volterra mediante la quale venne consacrato il suo ruolo di leader della politica scientifica italiana anche in virtù del carattere peculiare di tale Società che mirava a gettare un collegamento stabile e duraturo tra scienza, tecnologia, produzione. Un ruolo strategico venne svolto, oltre che dal Direttore della Banca d’Italia Bonaldo Stringher, anche da Blaserna il quale sostenne il progetto di Volterra insieme, tra gli altri, ad Alfonso Sella, che, non a caso, fu il primo Segretario della neonata istituzione.

La SIPS del 1907 si collegava idealmente al dodicesimo Congresso dei Naturalisti Italiani di Palermo del 1875 nel corso del quale Pietro Blaserna, con Stanislao Cannizzaro e Terenzio Mamiani, membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, caldeggiarono l’inserimento nello statuto di un apposito articolo che prevedeva socie con pari diritti. La SIPS fu così una delle prime società ad aprire l’iscrizione alle donne.

Caratterizzata da un’imprenditorialità tecnico-scientifica inedita per l’Italia, la SIPS non intendeva affatto essere solo un’associazione culturale, bensì si proponeva di essere motore e tramite di azioni importanti e utili in campo tanto teorico quanto pratico. Per la diffusione della scienza, la SIPS mirava infatti ad attuare una grande impresa, giacché puntava a mettere insieme pezzi di mondo fra loro diversi e normalmente distanti grazie anche alla creazione di organismi nuovi che, funzionando da fucine nell’interesse del progresso tecnico e scientifico, favorissero l’entrata a pieno titolo dell’Italia fra i paesi industrializzati europei.

A fondamento dell’impostazione teorica generale della SIPS stava, ovviamente, il recente rinnovamento della scienza, come testimoniava Volterra nella relazione di apertura del convegno della Società nel 1907 dal significativo titolo: “Il momento scientifico presente e la nuova Società Italiana per il Progresso delle Scienze”.

Pietro Blaserna

Pietro Blaserna nacque a Fiumicello d’Aquileia in provincia di Gorizia nel 1836. Si laureò a Vienna a soli 22 anni in Matematica e Fisica e, dopo un periodo trascorso a Parigi a fianco del fisico Henri Victor Regnault, tornò in Italia nel 1861 per lavorare presso la cattedra di Fisica all’Istituto di Studi Superiori del Reale Museo di Fisica e Storia naturale di Firenze appena costituito.

Nel 1863 gli fu affidata la cattedra di Fisica Sperimentale all’Università di Palermo. Fu in tale sede che nacque il sodalizio scientifico e umano col chimico Stanislao Cannizzaro, sodalizio al centro delle iniziative e delle riforme che caratterizzeranno la vita scientifica italiana del periodo successivo.

Trasferitosi a Roma nel 1872, chiamato a ricoprire la cattedra di Fisica Sperimentale dell’Università capitolina, da quel momento divenne uno dei protagonisti della riorganizzazione della cultura scientifica e della politica della ricerca del Paese.

Primo attore indiscusso della nascita e organizzazione dell’Istituto di Fisica di via Panisperna, fu Rettore dell’Università romana negli anni 1874-76 e Preside della Facoltà di Scienze dal 1885 al 1891.

Nel 1879 fu nominato Presidente dell’Ufficio Centrale di Meteorologia che, nel 1887, sempre sotto la sua presidenza, assunse le competenze geodinamiche. Mantenne la carica fino al 1907. Eletto Senatore nel 1890, dal 1906 fu Vice- Presidente del Senato.

Nel 1897 fu promotore, con altri fisici italiani, della fondazione della Società Italiana di Fisica, di cui fu primo Presidente. Dal 1904 al 1916 fu Presidente dell’Accademia dei Lincei.

Sul fronte internazionale, fu membro sin dal 1897 dell’Ufficio Pesi e Misure, nonché suo Segretario Generale dal 1901 al 1918.

Effettuò molte ricerche ed esperimenti sull’induzione, sull’indice di rifrazione degli alcoli, sul calore, sulla cinetica dei gas e sull’acustica, fondando, nel 1886 presso l’Istituto di Fisica di Roma, l’Ufficio del Corista Uniforme.

Morì a Roma nel 1918.

Orso Mario Corbino

Successore di Pietro Blaserna alla direzione dell’Istituto di Fisica di via Panisperna dal 1918, Orso Mario Corbino (1876-1937) nacque ad Augusta (Siracusa) e studiò Fisica a Palermo, sotto la guida di Damiano Macaluso, allievo di Blaserna medesimo. Laureatosi nel 1896, indirizzò i propri interessi verso l’elettrodinamica, sia per quanto riguarda gli aspetti teorici della disciplina, sia quelli applicativi, con particolare interesse per la produzione e trasmissione dell’energia.

Nel 1900 ottenne la libera docenza in Fisica Sperimentale, due anni dopo in Elettrotecnica e, nel 1905, venne chiamato sulla cattedra di Fisica Sperimentale a Messina. Nel 1907, a seguito della morte prematura di Alfonso Sella, fu chiamato a Roma da Blaserna e Volterra, ove inizierà ad avvicinarsi alle nuove problematiche legate alla struttura della materia, distinguendosi per essere uno dei pochi fisici italiani aggiornati sulle questioni legate alla teoria della relatività. Presidente della SIF nel 1914, venne eletto socio dell’Accademia dei Lincei nel 1919.

In contatto, grazie ai suoi interessi scientifici, con gli ambienti industriali, ricoprì numerosi incarichi amministrativi e istituzionali, tra i quali la nomina a Ministro della Pubblica Istruzione nel 1921 e dell’Economia Nazionale nel 1923. Fu in tale veste che, in quell’anno, istituì l’Ufficio per le sostanze radioattive, noto come Ufficio del Radio, poi trasformato nel 1925 in Laboratorio Fisico della Sanità Pubblica, che avrà un ruolo centrale nelle successive ricerche di via Panisperna a partire dalla fine degli anni ’20.

Consapevole dell’arretratezza in cui versava la ricerca in Italia e raggiunta ormai una significativa autonomia d’azione e autorevolezza, nel corso della sua direzione Corbino, attraverso la propria influenza esercitata tanto a livello organizzativo, quanto finanziario e accademico, trasformò l’Istituto romano di via Panisperna in un centro all’avanguardia che divenne sede degli studi della nuova fisica: centrale, in questo percorso, fu la creazione di una cattedra di Fisica Teorica nel 1926 sulla quale salì Enrico Fermi.

Intorno a Enrico Fermi presto si formò un vivace gruppo di ricerca. E in quell’Istituto, Fermi ideò e animò, negli anni trenta del secolo scorso, le fondamentali ricerche sperimentali che l’avrebbero portato al Premio Nobel.