Qualche giorno Roberto Benzi ha preso parte ad un seminario nel quale ha spiegato le origini della risonanza stocastica e il perché questo fenomeno sia collegato, in qualche modo, al cambiamento climatico. Si tratta di un ciclo di conferenze, iniziate con i modelli caotici di Michael Ghil e chiuso con la stochastic resonance, per analizzare le prospettive future delle scienze climatiche.

Roberto Benzi è intervenuto per presentare la risonanza stocastica. Il meccanismo di risonanza stocastica, infatti, è stato introdotto circa quaranta anni fa da Roberto Benzi, Giorgio Parisi, Alfonso Sutera e Angelo Vulpiani. È un meccanismo generale e intuitivo che ha trovato applicazioni in migliaia di sistemi fisici diversi.

Analizzando la variazione di temperatura della Terra in relazione al movimento di rivoluzione intorno al Sole, ci si accorse che gli sbalzi di temperatura durante le ere glaciali erano fortemente correlati alla distanza della Terra dal Sole. Ma, in qualche modo, l’aumento o abbassamento della temperatura possono essere spiegati solo in parte dalla lontananza dal Sole, perché per altre frazioni si osservano dei cambiamenti non corrispondenti proporzionalmente all’effettiva distanza Terra-Sole.

La motivazione di questa eccezionalità è spiegata dalla risonanza stocastica. La cosiddetta risonanza stocastica (RS) è, propriamente, un fenomeno statistico recentemente studiato in un’ampia gamma di sistemi fisici non lineari.

Il clima è uno dei sistemi più complessi in natura ed il suo studio rappresenta una delle più dure sfide concettuali e tecnologiche in atto. L’aumentare dei dati climatici a disposizione ed il miglioramento dei modelli numerici di simulazione richiedono, in parallelo, lo sviluppo di concetti base, di modelli, che permettano la comprensione dei fenomeni osservati e simulati, come quello elaborato da Benzi e i suoi colleghi.

Ecco il video in cui Roberto Benzi racconta la sua esperienza di ricerca con la risonanza stocastica e il cambiamento climatico.